Benin

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Stato dell’Africa occidentale, povero e fortemente arretrato: disoccupazione e sottoccupazione sono fenomeni molto accentuati, un terzo circa di bambini sotto i 5 anni soffre di malnutrizione. L’agricoltura è l’attività principale. Le principali coltivazioni sono costituite da mais e manioca. Si pratica l’allevamento, che dispone solo di magri pascoli naturali, la pesca, soprattutto nelle lagune e nelle acque interne. Le attività industriali sono modeste e il loro sviluppo è condizionato dalla carenza di fonti di energia. La povertà colpisce particolarmente le famiglie e soprattutto i bambini, costretti a lavorare sin dai loro primi anni di vita. Fra la popolazione è molto diffusa la TBC e, nonostante le campagne di vaccinazione, la poliomielite colpisce ancora troppi bambini, ma il vero flagello è l’AIDS. Il servizio sanitario locale non è in grado di offrire i mezzi diagnostici per l’individuazione della sieropositività (test Eliza) e tanto meno può somministrare ai contagiati il cocktail di medicinali che attualmente permette, in Occidente, di convivere con l’infezione. Così l’epidemia è in pratica fuori controllo. Il sistema sanitario è a pagamento, il che esclude gran parte delle famiglie dall’accesso alle cure e agli interventi chirurgici, troppo costosi per la maggior parte della popolazione, costretta a sopravvivere con redditi al di sotto della soglia di povertà. Le labiopalatoschisi e le ustioni registrano nel paese un’incidenza piuttosto elevata. Altra grave malattia è l’ulcera del Buruli, malattia devastante che colpisce gli arti inferiori soprattutto dei giovani e dei giovanissimi in continuo contatto con acque infette. Esistono inoltre malattie dovute a scarsa o inadeguata nutrizione; queste colpiscono soprattutto i bambini. Nella dieta normale dei più piccoli, cessato l’allattamento materno, scarseggiano le proteine. Sussiste ancora un’alta percentuale di mortalità infantile: il periodo più critico per i bimbi è rappresentato dai primi cinque anni. Superato questo, si hanno buone probabilità di sopravvivenza.

Il GICAM in Benin

Hopital St. Jean de Dieu, Tanguieta’

Date: dal 2010 al 2012

 

Benin

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Afrique de l’Ouest, pauvre et fortement en retard: le chômage et le sous-emploi sont très fréquents, environ un tiers des enfants de moins de 5 ans souffrent de malnutrition. L’agriculture est l’activité principale. Les principales cultures sont constituées de maïs et de manioc. Une autre activité est  la pêche, en particulier dans les lagunes et les eaux intérieures. Les activités industrielles sont modérées et leur développement difficile à cause du manque de sources d’énergie. La pauvreté touche particulièrement les familles et surtout les enfants, qui sont forcés de travailler dès leurs premières années de vie. Une grande partie ?de la population a la tuberculose et, la polio affecte encore trop d’enfants malgré les campagnes de vaccination à grande échelle. Mais le véritable fléau est le sida. Les services locaux de santé ne sont pas en mesure d’offrir des outils diagnostic pour la détection du VIH (test Eliza) et il est inimaginable que les patients infectés puissent recevoir le cocktail de médicaments qui permet actuellement, en Occident, de vivre avec l’infection. Donc, l’épidémie est hors de contrôle. Le système de santé est un droit ( ?), ce qui exclut la plupart des familles de l’accès aux soins et aux interventions chirurgicales, trop cher pour la majorité de la population, forcée de survivre avec des revenus inférieurs au seuil de pauvreté. L’incidence des fentes labiales et des brûlures est assez élevée. Une autre maladie grave est l’ulcère de Buruli, une maladie dévastatrice qui affecte les membres inférieurs, des jeunes en particulier, en contact continu avec les eaux infectées. Il y a aussi des maladies causées par une alimentation mauvaise ou insuffisante; celles-ci affectent principalement les enfants, qui après  la période d’allaitement ont un apport  faible en protéines. Il y a encore un pourcentage élevé de mortalité infantile, principalement pendant les 5 premières années, passé cet âge les chances de survies sont bonnes.

Le GICAM au Bénin

Hopital Saint Jean de Dieu, Tanguiéta’

Dates: 2010-2012

 

Benin

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Stato dell’Africa occidentale, povero e fortemente arretrato: disoccupazione e sottoccupazione sono fenomeni molto accentuati, un terzo circa di bambini sotto i 5 anni soffre di malnutrizione. L’agricoltura è l’attività principale. Le principali coltivazioni sono costituite da mais e manioca. Si pratica l’allevamento, che dispone solo di magri pascoli naturali, la pesca, soprattutto nelle lagune e nelle acque interne. Le attività industriali sono modeste e il loro sviluppo è condizionato dalla carenza di fonti di energia. La povertà colpisce particolarmente le famiglie e soprattutto i bambini, costretti a lavorare sin dai loro primi anni di vita. Fra la popolazione è molto diffusa la TBC e, nonostante le campagne di vaccinazione, la poliomielite colpisce ancora troppi bambini, ma il vero flagello è l’AIDS. Il servizio sanitario locale non è in grado di offrire i mezzi diagnostici per l’individuazione della sieropositività (test Eliza) e tanto meno può somministrare ai contagiati il cocktail di medicinali che attualmente permette, in Occidente, di convivere con l’infezione. Così l’epidemia è in pratica fuori controllo. Il sistema sanitario è a pagamento, il che esclude gran parte delle famiglie dall’accesso alle cure e agli interventi chirurgici, troppo costosi per la maggior parte della popolazione, costretta a sopravvivere con redditi al di sotto della soglia di povertà. Le labiopalatoschisi e le ustioni registrano nel paese un’incidenza piuttosto elevata. Altra grave malattia è l’ulcera del Buruli, malattia devastante che colpisce gli arti inferiori soprattutto dei giovani e dei giovanissimi in continuo contatto con acque infette. Esistono inoltre malattie dovute a scarsa o inadeguata nutrizione; queste colpiscono soprattutto i bambini. Nella dieta normale dei più piccoli, cessato l’allattamento materno, scarseggiano le proteine. Sussiste ancora un’alta percentuale di mortalità infantile: il periodo più critico per i bimbi è rappresentato dai primi cinque anni. Superato questo, si hanno buone probabilità di sopravvivenza.

Il GICAM in Benin

Hopital St. Jean de Dieu, Tanguieta’

Date: dal 2010 al 2012